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Sono finita a guardare un programma sul bullismo su MTV e ovviamente mi sono ritrovata a pensare: Sono mai stata vittima del bullismo? Ho mai cercato di ferire qualcuno apposta?
Purtroppo ho risposto sì ad entrambi i casi.
Alle elementari ero molto alta, più alta delle altre bambine e venivo presa in giro per questo.
Mi chiamavano giraffa, elefante. Ricordo che un giorno un bambino mi disse che non potevo giocare con loro perchè ero alta, conseguentemente ero più grande e quindi più stupida perchè ero nella classe sbagliata, essendo (secondo la sua testolina) stata bocciata un terza elementare. Da qui altri nomignoli come Giraffa Scema, Giraffa mongoloide e così via..
Devo ringraziare mia madre per non essere caduta in depressione negli anni successivi. Mi diceva che essere alti non è per niente vergognoso. Mi diceva di resistere perchè negli anni a venire quei bambini avrebbero invidiato la mia altezza. Quelle prese in giro non erano altro che la dimostrazione della loro invidia.
Può sembrare davvero una cagata, ma i bambini sanno essere davvero crudeli alle volte. Dicono cose con assoluta ingenuità. E con la stessa ingenuità altri bambini (o ragazzi) subiscono senza sapere come comportarsi.
Ovviamente sono sicura che ad altri sia capitato di peggio..ma ogni volta che mi guardo allo specchio e mi vedo curva, ricordo che passavo le giornate con le spalle piegate perchè cercavo di essere “all’ altezza” degli altri bambini.
Come dicevo prima, mi è anche capitato di far parte del branco idiota che perseguita una persona innocente.
Ricordo che nella mia classe c’era questo ragazzo diverso dagli altri, S.
Era diverso in tutto, nel modo di vestire, nel modo di parlare, nei gusti musicali, nello studio, nel modo di comportarsi.
Ovviamente era il soggetto preferito di un altro mio compagno di classe. Quando succedeva qualcosa, questo ragazzo era la vittima perfetta.
Ricordo che ridevo alle prese in giro rivolte a S, ridevo.
Però cercavo anche di instaurare un rapporto con lui. Cercavo di capire i suoi gusti musicali, le sue abitudini.
Ma ogni volta che lo prendevano in giro, io non facevo altro che ridere.
Mi vergogno un po’ a ripensarci. E non mi meraviglio che S. non abbia più voluto avere nessun tipo di rapporto con i suoi compagni, una volta finito il liceo.
Se ripenso ad alcuni episodi, penso a quanto io sia stata stupida e caprona. Non ragionavo. E probabilmente ho perso l’ occasione di conoscere una persona interessante che avrebbe potuto farmi conoscere molto di più.
Però la lezione l’ho imparata.
Meglio tardi che mai.